I MATERIALI DELLA CANDELA
La produzione di candele divenne un mercato di massa industrializzato nella metà del XIX secolo. Nel 1834, Joseph Morgan, un peltraio di Manchester, Inghilterra, brevettò una macchina che rivoluzionò la fabbricazione delle candele. Essa consentiva la produzione continua di candele in stampi usando un cilindro con un pistone mobile per espellere le candele mentre si solidificavano.
La candela è costuita da un cilindro di cera al centro del quale è posizionato uno stoppino, chimato anche lucignolo, di fibra tessile.
Analizziamo singolarmente i singoli componenti della candela e il materiale in cui sono realizzati.
Stoppino: in francese è detto mèche, mentre in inglese si chiama wick.
Esso fece la sua comparsa nel Medioevo, sebbene presso i Romani fossero in uso cordoni di canape immersi nella pece o nella cera animale.
Esso fece la sua comparsa nel Medioevo, sebbene presso i Romani fossero in uso cordoni di canape immersi nella pece o nella cera animale.
Intorno al 1800, i fabbricanti di candele cominciarono a confezionare stoppini da fili di cotone strettamente intrecciati (piuttosto che semplicemente ritorti). Questa tecnica fa arricciare gli stoppini mentre bruciano, mantenendo l'altezza dello stoppino e perciò la fiamma. Poiché gran parte dello stoppino in eccesso è incenerito, questi stoppini sono detti "autosmoccolanti" o "autoconsumanti".
Ora lo stoppino è costituito da fibre di carbonio o lino intrecciato e talvolta può presentare un'anima in metallo.
Corpo della candela costituito di cera, stearina, sego, paraffina, o miscela di tali sostanze.
Al tempo dei Romani era costituita da cordoni di canape immersi nella pece, o in cera animale, mentre la candela, così come appare ai giorni nostri, risale al tempo delle persecuzioni cristiane.
Nella metà degli anni 1850, James Young riuscì a distillare la paraffina dal carbone, la quale poteva essere usata per fare candele poco costose di alta qualità. È una cera bianco-bluastra, bruciava nettamente e non lasciava odori sgradevoli, diversamente dalle candele di sego. Un inconveniente della sostanza era che le prime paraffine derivate dal carbone e dal petrolio avevano un punto di fusione molto basso. L'introduzione della stearina, scoperta da Michel Eugène Chevreul, risolse questo problema. Verso la fine del XIX secolo, la maggior parte delle candele che erano fabbricate consistevano di paraffina e acido stearico.
Per ulteriori informazioni riguardo alla storia della candela si evidenzia il seguente sito.

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